Post della redazione

Prevenzione sismica: nasce il Coordinamento nazionale di associazioni di volontariato

Da ilgiornaledellaprotezionecivile.it del 15 giugno 2013

Nell’ambito dell’incontro svoltosi giovedì 13 giugno a Bologna sul tema “Scuole sicure: diritto e dovere della società civile” è stato costituito ufficialmente il “Cordinamento nazionale Associazioni di Volontariato per la Prevenzione Sismica e Ambientale”

space“Qualche giorno prima del terremoto del 6 aprile 2009, passeggiavo per l’Aquila e vedevo una città tranquilla: la gente cercava di vivere la propria vita normalmente, nonostante la terra continuasse a tremare; l’atmosfera era surreale, si viveva in una specie di narcosi collettiva. E nessun campo di accoglienza, nessun punto di raccolta, nessuna istruzione era stata data ai cittadini in caso si fosse verificata un’emergenza. Niente, nessuna precauzione, una citta immobile e impreparata”.

“Poi la tragedia e, in due ore, io ho perso tutto, ho perso mia figlia, e con lei si è si è spezzata una  parte della mia vita e di quella della mia famiglia”.
Con questa parole Maria Grazia Piccinini, mamma di Ilaria Rambaldi e presidentedell’
Associazione Ilaria Rambaldi Onlusha aperto il suo intervento alla serata tenutasi giovedì sera a Bologna su “Scuole sicure: diritto e dovere della società civile”.
“La differenza fra il sisma emiliano e quello de L’Aquila – ha proseguito Maria Grazia Piccinini – è che in Emilia sono morti gli operai e a L’Aquila gli studenti. E in entrambi i casi si può dire che il terremoto ha colpito il motore produttivo del territorio
“.Sì perchè gli studenti, le giovani generazioni, rappresentano il motore produttivo di ogni paese ed hanno il sacrosanto diritto di formarsi in scuole sicure, sia dal punto di vista strutturale sia da quello ambientale.
Donatella Dominici,
docente del Dipartimento di Ingegneria Civile all’Università de L’Aquila e relatirice al convegno, ha ricordato i suoi tanti studenti, giovani in cerca di futuro, ragazzi di cui conosceva ambizioni e speranze, rimasti uccisi sotto le macerie del terremoto a L’Aquila. “L’adeguamento sismico di tutti gli edifici scolastici italiani è una prorità assoluta,così come quella della diffusione capillare della consapevolezza del rischio” ha affermato la Dott.ssa Dominici che su quest’ultimo punto  ha ricordato il paradosso di Catania dove è stato utilizzato solo il 5% dei fondi messi a disposizione dei cittadini per l’adeguamento sismico dei propri immobili.Parla invece da “terremotato” emiliano Paolo Patroncini, socio fondatore  dell’Associazione “Una Scuola per la Vita“di Bondeno (FE), e si fa portavoce dei tanti genitori delle scuole della zonache,all’indomani del sisma, erano disorientati,non sapevano come agire, non avevano notizie chiare sull’effettiva sicurezza della scuola dei propri figli, non sapevano se potevano star tranquilli nel mandare i loro figli a scuola.
“Occorre fare massa critica – ha affermato Patroncini – dobbiamo cercare, come cittadini, di avere un peso rilevante ed essere considerati interlocutori con pari dignità dalle Istituzioni, quelle stesse che in molti casi si sono dimostrate impreparate e inadeguate”.

In Italia oggi sono 27.920 gli edifici scolastici situati in areea elevato rischio sismico: quante di queste reggerebbero ad un terremoto di una certa intensità? Il dato noto è che il 70% del costruito italiano non è in grado di sopportare un terremoto e che la percentualeche riguarda le scuole non si discosta molto da questo dato. Senza parlare poi del rischio idrogeologico o di carattere meramente statico.
Ma i soldi per rimettere in sicurezza le scuole italiane ci sono? Su questo punto 
l’on Gianluca Benamati, che nella passata legislatura propose una Indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza sismica in Italia rimasta inattuata causa la caduta del governo, è piuttosto chiaro: la situazione economica del paese è delicatissima, il costo per adeguare o migliorare sismicamente le scuole è enorme. Anche se Benamati stesso intravede in questa operazione di ammodernamento delle scuole una possibile strada per il rilancio economico nel settore dell’edilizia.
Due piccioni con una fava insomma: si rendono sicure le scuole e si crea lavoro per un settore pesantemente colpito dalla crisi, alla condizione però che la sicurezza strutturaledegli edifici scolastici  cominci veramente a stare a cuore a chi ci governa.
Benamati però avverte: Ricordiamoci, lo stato non può più permettersi un altro terremoto. Se ci fosse un nuovo forte terremoto domani, non ci sarebbe un euro per nessuno”.

Molti altri argomenti sono stati affrontati dai relatori e dal pubblico intervenuto: dal Prof. Alessandro De Stefano del Politecnico di Torino, che ha puntato il dito sulla necessità di verificare la competenza di chi progetta, sul mancato controllo del ciclo vitale degli edifici, sul fatto chei bandi per le costruzioni si basano quasi esclusivamente sul criterio del costo minimo, sulla inaccessibilità dei dati in possessodelle pubbliche amministrazioni che potrebbero invece essere utilizzati per studi e approfondimenti,  fino alle considerazioni del pubblico sull’impunità di chi sbaglia e sulla penalizzazione economica dei comportamenti virtuosi nel settore delle costruzioni.

Ma il momento forse più atteso della serata è stato quello della firma dell’atto costitutivo del “Coordinamento Nazionale delle Associazioni di Volontariato per la Prevenzione Sismica e Ambientale”, siglato dai rappresentanti delle associazioni presenti  ma aperto ad ogni altra associazione del settore, per costituire un  soggetto giuridico con  forza contrattuale  sufficiente per rapportarsi con il mondo politico-istituzionale e ottenere un’adeguata attenzione a livello nazionale da parte dei media sulle tematiche della sicurezza strutturale nelle scuole.
E il primo spunto di lavoro per il comitato è giunto proprio dall’On Benamati, che ne ha accolto con favore la nascita e ha lanciato una sfida agli associati: elaborare una proposta di legge di iniziativa popolare sulla sicurezza nelle scuole. Un lavoro enorme per il neo-nato comitato, ma sicuramente in linea con le motivazioni e gli obiettivi della sua costituzione.

Alla serataera anche attesa Cinzia Scafidi, mamma di Vito, che perse la vita a soli 17 anni a causa del crollo del controsoffitto del Liceo Darwin di Rivoli (TO) nel 2008: per un improvviso impedimento la Sig.ra Scafidi non ha potuto intervenire.
L’incontro, moderato da ilgiornaledellaprotezionecivile.it, è stato
patrocinato dalle associazioni GLISe ISSO  (International Seismic Safety Organization) e organizzato dall’associazione  Impegno Civico di Bologna, in collaborazione con i Rotary Club Bologna Est e Bologna Valle del Savena, e con i Lions Club Bologna Re Enzo e Budrio (BO).

Patrizia Calzolari

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