Dalla stampa locale

SISMA, BASTA PROROGHE

QN – Il Resto del Carlino del 12/06/2013  ed. Ferrara  p. 1

Di Alessandro Martelli

Ing.Alessandro Martelli

Ing.Alessandro Martelli

SI VOCIFERA che sarebbero stati ulteriormente prorogati, per l’ennesima volta, i termini per l’effettuazione delle analisi di vulnerabilità sismica degli edifici strategici e pubblici. Ho cercato la notizia in internet, ma non ne ho trovato menzione. Però, forse sono improvvisamente rimbecillito, come qualcuno va sostenendo, da quando sono andato in pensione dall’Enea o, addirittura da prima, da quando mi sono dimesso dall’incarico di direttore del Centro Ricerche di Bologna dell’Enea: secondo alcuni l’autorevolezza delle valutazioni dipende dall’importanza dell’incarico, non dalle competenze. Quindi, spero che l’informazione di cui sopra sia errata e spero anche che nessuno abbia l’intenzione di decidere la suddetta ennesima proroga. Non troverei definizione appropriata per una simile “indecenza”, se la cosa fosse vera: è già fin troppo “indecente” la situazione attuale! Fatto sta che mi risulta che, con la scusa di tale ulteriore proroga, alcune amministrazioni locali, anche delle zone emiliane colpite dagli eventi sismici, giustifichino la loro perdurante inerzia nell’effettuazione delle suddette analisi di vulnerabilità. Il che impedisce l’assunzione delle decisioni, estremamente importanti per garantire la sicurezza. CIRCA le zone emiliane, tengo a sottolineare che il fatto che il precedente forte terremoto che colpì l’Emilia sia avvenuto nel 1570, non significa che possiamo star tranquilli per altri 500 anni. Fra l’altro, il terremoto del 1570, anch’esso con epicentro nel Ferrarese, durò 4 anni (gli Estensi furono costretti ad emanare un editto per far rientrare la popolazione nelle case). Non può escludersi la possibilità di altre scosse significative nelle aree interessate dagli eventi del 2012 (si ricordi la seconda violentissima scossa che, mesi dopo la prima, colpì il Friuli nel 1976). Per quanto attiene alle analisi di vulnerabilità degli edifici strategici e pubblici, ricordo che, in base al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 2003, le analisi si sarebbero dovute effettuare nel giro di un tempo ragionevole. Poi, ogni anno, inizialmente grazie al cosiddetto decreto Milleproroghe, i termini sono stati via via spostati. L’ultima proroga che mi risulta di certo è quella che fissava i nuovi termini al 31 marzo 2013. Ricordo anche che il Milleproroghe era stato ignobilmente utilizzato pure per spostare la data dell’entrata in vigore obbligatoria della nuova normativa sismica. Il mio parere su queste proroghe lo espressi in una lettera che inviai il 10 febbraio 2009 all’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteoli ed all’allora presidente del Consiglio superiore dei Lavori pubblici Balducci. Analoghe lettere furono inviate dai presidenti delle altre associazioni tecnico-scientifiche italiane del settore. Ovviamente non ci fu dato ascolto. Poco tempo dopo le nostre lettere, però, ci pensò, purtroppo, il terremoto dell’Abruzzo del 6 aprile 2009, a portare alla ribalta il problema. Anch’io ebbi una certa parte nella vicenda, in quanto Carlo Bonini di Repubblica trovò la mia suddetta lettera in internet. Il 9 aprile egli scrisse un articolo intitolato: «In febbraio l’ingegner Martelli dell’Enea aveva chiesto a Matteoli di applicare subito la nuova legge – L’allarme inascoltato dal ministro ‘Norme antisismiche, basta rinvii’ – ‘Fu una furbata che ha consentito ai nostri costruttori di restare fermi a 16 anni fa’». Nacque un putiferio: si veda, ad esempio, un altro articolo pubblicato da La Repubblica il giorno successivo, intitolato: «Il ministro delle Infrastrutture prende le distanze dalla proroga. ‘L’hanno chiesta i costruttori’, spiega l’autore dell’emendamento. Matteoli: ‘L’ho scritto a Tremonti e al premier, un errore far slittare le norme antisismiche’. Il sottosegretario Mantovani annuncia: nel piano casa sarà abolita la proroga». Ed in effetti, finalmente, il governo si decise e, durante l’estate del 2009, la proroga fu finalmente cancellata. Tornando alle analisi di vulnerabilità sismica degli edifici strategici e pubblici, dal 2009 abbiamo sopportato ormai 4 anni ulteriori di prorogatio ed i relativi ‘benefici’: tralasciando di parlare dei crolli delle chiese e, soprattutto, dei capannoni industriali durante il terremoto del 2012 in Emilia, basti citare le molte scuole emiliane danneggiate gravemente da tale terremoto (che, fortunatamente, il 20 maggio 2012, non avvenne durante l’orario scolastico) e l’ospedale di Mormanno, messo fuori uso dal successivo modesto sisma del Pollino. Se davvero qualcuno ha deciso, o intende decidere una nuova proroga, alla faccia della prevenzione, si vergogni! E si vergognino pure coloro che sfruttano o intendono sfruttare questa situazione per coprire la loro inerzia. O vogliamo aspettare che sia il prossimo terremoto, con le sue immancabili vittime, a forzare il governo che sarà allora in carica a cancellare un’ennesima indecenza’?


* Presidente associazione Glis e dell’International Seismic Safety Organization

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