Dalla stampa locale

Con un altro sisma le chiese verranno giù

La Nuova Ferrara del 30/05/2013  ed. Nazionale  p. 4

L’allarme del geologo Marco Stefani: bisogna intervenire, molte strutture già deboli sono state ulteriormente compromesse dal terremoto

CNcacheCopy - Mozilla Firefox_2013-05-30_16-26-34La prevenzione della pericolosità sismica a Ferrara passa per la manutenzione più banale degli edifici e lo studio approfondito dei tracciati fognari. A ribadirlo ieri mattina, con forza, – nel corso del convegno a Palazzo Bonaccossi è stato ancora una volta il professor Marco Stefani, geologo docente dell’Università di Ferrara, che ha affrontato il tema degli effetti della sismicità sull’architettura religiosa nel capoluogo estense. In particolare, Stefani ha offerto al pubblico un excursus sui danni rilevati nelle strutture ecclesiastiche della città, mettendole in relazione alla storia architettonica dei diversi edifici e al loro posizionamento sulla carta geologica di Ferrara. La città è costruita infatti su diversi tipi di terreno: sabbia, limo, sedimenti argillosi, ognuno dei quali presenta caratteristiche differenti, sia di tenuta statica che di reazione alle sollecitazioni delle onde sismiche. La reazione del sottosuolo all’onda dell’amplificazione sismica,sommata alla reazione presentata dalle strutture architettoniche, da l’entità e la ragione degli ingenti danni subiti dalle chiese ferraresi nel terremoto dello scorso maggio. Secondo lo studio presentato ieri al convegno, i fattori di rischio più grandi per le nostre chiese restano il peso delle strutture degli edifici che poggiano su fondamenta poco profonde ed anche la loro scarsa elasticità. Questi sono elementi che – non assecondando lo scuotimento causato dalle scosse telluriche – provocano gli episodi di scollamento di parti di edifici, specie per quanto riguarda le sommità di strutture e campanili e le facciate delle chiese. A questi si vanno poi a sommare opere di ristrutturazione fatte a cavallo fra gli anni Sessanta e Settanta che vedono aggiunte posticce di elementi in calcestruzzo pesante e “immobile”che non aiutano gli edifici a mantenere elasticità, senza contare i diversi strati di opere murarie fatte nel corso del tempo, che spesso sovraccaricano le strutture portanti. In particolare Stefani si è soffermato sui danni riportati dalla Chiesa di Sant’Apollonia, di San Cristoforo alla Certosa e alla Certosa stessa, fino alla situazione del Duomo di Ferrara passando per Santa Maria in Vado, Sant’Antonio in Polesine: un patrimonio storico e culturale imponente che rischia di essere mal tutelato. «Fatta la conta dei danni e previste le opere di ristrutturazione future, come reagirà la nostra architettura ad un altro eventulr sisma, magari anche più forte di quello dello scorso anno» si è chiesto Stefani durante il suo intervento. La risposta non è stata rassicurante: «Male». «L’incuria e la scarsa manutenzione dei fabbricati ecclesiastici rischiano di diventare causa di danni più pesanti di quelli che abbiamo riscontrato. – ha spiegato il professore – Molti degli edifici già compromessi dal sisma hanno tetti scoperti e le strutture sono alle esposti intemperie da più di un anno,senza contare che la maggior parte hanno pluviali mal funzionanti che scaricano nel terreno e sono spesso costruiti su fosse biologiche che non sono collegate adeguatamente alle fogne cittadine. Questo comporta un indebolimento e un vero e proprio svuotamento della base su cui queste chiese poggiano, con un conseguente sprofondamento di muri o di intere porzioni degli stessi edifici. Certo è che se non si interviene su queste criticità, anche la ristrutturazione con tecniche all’avanguardia non avrà mai l’efficacia sperata, ossia che i nostri beni possano resistere al tempo quanto al rischio sismico».

Ingrid Veneroso

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...