Dalla stampa locale

Terremoto, nuove richieste della Regione: “L’emergenza non è finita”

Da Estense.com del 22 mag 2013

Assemblea unanime: “Da Governo e Parlamento misure per la ricostruzione e sostegno a imprese, famiglie, ento locali”

terremoto castelloDall’allentamento del patto di stabilità allo sblocco delle assunzioni e degli straordinari per i Comuni e le Province colpite dal sisma. Dall’ulteriore proroga a tutto il 2013 dei termini di pagamento dei tributi alla possibilità di prestito fiscale senza interessi a favore delle imprese, con restituzione della quota in cinque anni anziché due. E, sempre per le aziende, la possibilità di spalmare le perdite del bilancio 2012 negli esercizi finanziari dei cinque anni successivi, oltre a misure di sostegno al reddito di professionisti, lavoratori autonomi e precari.

A 12 mesi dal sisma, il periodo dell’emergenza non è concluso e sono ancora molti gli interventi necessari alla ricostruzione e per assistere la popolazione nella fase di transizione: è questa, in sintesi, la posizione espressa dall’Assemblea legislativa regionale che, al termine del dibattito in Aula seguito alle comunicazioni della Giunta sulla situazione nelle zone terremotate ad un anno dal sisma del maggio 2012, ha approvato una risoluzione che fissa le richieste al Governo e al Parlamento su ciò che serve all’Emilia. Il documento, presentato da Marco Monari del Pd, primo firmatario, Liana Barbati (Idv), Gian Guido Naldi (Sel-Verdi), Roberto Sconciaforni (Fds), Silvia Noè (Udc), Enrico Aimi, Fabio Filippi, Mauro Malaguti e Andrea Pollastri del Pdl, Mauro Manfredini (Lega nord), è stato approvato all’unanimità dai presenti in Aula. In esso, affinché giungano risposte positive, si chiede la modifica del decreto 43 del 26 aprile 2013, con il quale è stato tra l’altro prorogato lo stato di emergenza al 31 dicembre 2014, in vista della prossima conversione in legge.

“L’avvio della ricostruzione vera e propria, mediante la riparazione con miglioramento sismico o la ricostruzione delle abitazioni civili, gli interventi per il recupero e la riqualificazione dei centri storici e dei beni storici e culturali, la completa ricostruzione e riorganizzazione delle imprese, – si legge nella risoluzione – richiede un impegno ulteriore delle pubblica amministrazione e un aiuto supplementare dello Stato”.

Di qui la segnalazione di una serie di limiti del decreto che – sottolinea il documento – “non affronta le altre contingenze critiche delle amministrazioni, della società e dell’economia locali”. Devono quindi seguire “indispensabili miglioramenti” da apportare al decreto in sede di conversione in legge.

Tra i numerosi punti indicati: l’esclusione dal patto di stabilità delle risorse utilizzate dai Comuni e dalle Province colpiti dal sisma e la richiesta di ricomprendere fra i beneficiari del contributo fino al 100% dei costi di ripristino o ricostruzione anche i titolari di un contratto di affitto regolarmente registrato, i proprietari di prime case, i residenti in strutture socio sanitarie ma anche chi ha subito danni agli arredi a causo di crollo dell’immobile; e, ancora, la possibilità di assunzioni temporanee nei Comuni, nella struttura commissariale e nelle prefetture fino al dicembre 2015, e quella di  mettere in carico al fondo per la ricostruzione i costi del personale in comando presso la struttura del Commissario delegato.

Nel documento si chiede inoltre possibilità di ripristino di edifici pubblici e di beni artistici e culturali anche in Comuni diversi da quelli indicati nel cratere, laddove risulti un nesso causale con il sisma. Ulteriore proroga alle verifiche di sicurezza degli immobili ad uso produttivo non danneggiati; estensione a tutto il 2013 dei termini per il pagamento dei tributi, dei contributi e dei premi assicurativi tramite un prestito con interessi a carico dello Stato; misure per le aziende che hanno subito gravi danni al fatturato e la possibilità di restituire i prestiti senza interessi in cinque anni anziché due, nonché quella di distribuire le perdite registrate nel bilancio 2012 nei cinque anni successivi.

Ulteriore richiesta, quella dello smaltimento delle macerie contenenti amianto, anche a seguito della tromba d’aria che ha colpito i medesimi comuni già danneggiati dal sisma, e l’autorizzazione ad utilizzare 3 milioni di euro per la copertura degli interessi aggiuntivi pagati dalle famiglie.

L’Assemblea chiede inoltre al nuovo Governo di attuare le disposizioni approvate dal Parlamento in materia di crediti d’imposta per gli investimenti e le assunzioni di personale di alto profilo professionale, di sostegno al reddito per professionisti, lavoratori autonomi e precari, di finanziamenti alla ricerca industriale e di agevolazioni in conto interessi (Fri).

Si sollecita inoltre alla Giunta regionale la sospensione e la correzione degli studi di settore, la copertura delle entrate delle multiutilities del cratere e l’introduzione di un riconoscimento anche alle abitazioni di classe “A” con danni rilevanti. Inoltre, si chiede un credito d’imposta per la realizzazione degli interventi di sicurezza sismica, la correzione dell’accordo ABI-Cassa Depositi e Prestiti per quanto attiene il divieto di finanziamento delle imprese sottoposte a procedura concorsuale (deve rimanere solo per il fallimento) e di affrontare nelle sedi istituzionali appropriate la questione del “merito creditizio” e della copertura della “garanzia pubblica”.

Infine, la risoluzione chiede di rendere strutturale il credito d’imposta per le ristrutturazioni edilizie al 50% e di emanare anche per il 2013 un decreto per l’impiego dei fondi Inail (correggendo il vincolo a danno degli imprenditori artigiani senza dipendenti e degli agricoltori).

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