Dalla stampa locale

«Paura da sisma? Si renda contagiosa la sicurezza»

La Nuova Ferrara del 06/05/2013  ed. Nazionale  p. 3

BONDENO. «È necessaria una forte preparazione all’evento sismico ed essere ormai consapevoli che si tratta di un elemento costitutivo della nostra esistenza». È a partire da queste considerazioni che Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento di salute mentale dell’Ausl di Modena, commenta i malori e gli attacchi di panico che si sono verificati sabato mattina, quando la scossa di 3.8 ha riacceso la paura, alimentando preoccupazioni in parte dimenticate e riemerse tra le persone scese in strada esattamente come un anno fa. Starace, una scossa molto meno potente rispetto ad un anno fa. Eppure qui nel Ferrarese non sono malori. Come affrontarli? «Bisogna affrontare la questione sul piano collettivo e individuale» Ovvero? «Da un punto di vista collettivo, le misure più efficaci sono le modalità che devono essere adottate in caso di emergenza, nel senso che le persone devono sapere cosa fare, dove dirigersi, quali comportamenti avere in caso si verifichi un episodio sismico. Un esempio sono i ragazzi del Giappone, che vengono istruiti a cadenza regolare a come comportarsi in caso di scosse». Una sorta di prevenzione? «Più che prevenzione, si tratta di una preparazione vera e propria ad un fenomeno che ormai non è raro, dal momento che siamo in zona con rischio sismico noto. Bisogna creare meccanismi automatici che garantiscano la sicurezza della persona e del gruppo». E sul piano individuale? «In questo caso ci si scontra con le vulnerabilità individuali. È chiaro che elementi di vulnerabilità che si riattivano con un nuovo evento, nonostante la vita sia tornata apparentemente routinaria, lasciano intuire che esistono linee di discontinuità e fratture che posso dare inizio a reazioni significative. Ciascuno deve elaborare l’evento dentro di sè, grazie alle risorse di comunità e, se necessario, ad interventi psicologici. Nel caso dei bambini, invece, è consigliabile che siano i genitori a discutere con loro per capire come hanno affrontato l’evento appena trascorso». La paura, tuttavia, è più contagiosa della sicurezza. Come uscirne fuori del tutto? «Innanzitutto, non si può prescindere da un dato “tecnico” di realtà, che riguarda la consapevolezza della sicurezza degli edifici. In generale, le persone trovano sicurezza anche nel rispecchiarsi nella sicurezza altrui, senza per questo dover ricorrere ad eroismi. Ma essere preparati ad un evento sismico contribuisce anche ad immunizzarsi dalla paura diffusa e, in tal modo, essere di sostegno a chi si trova intorno a noi». (e.spa.)

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