Dalla stampa locale

Il terremoto ‘scuote’ i conti comunali

Da estense.com del 16 apr 2013

Il bilancio 2012 chiude con 3,3 milioni di avanzo anche per i benefici del ‘cratere’. Marattin: “Risultato illusorio, non li spenderemo”

marattin consiglioHa passato l’esame del Consiglio Comunale il bilancio consuntivo 2012 del Comune di Ferrara, illustrato dall’ampia relazione dell’assessore Luigi Marattin, incassando persino l’”astensione benevola” delle opposizioni e, in particolare, di un Valentino Tavolazzi (Ppf) che non ha mai risparmiato critiche anche feroci alla maggioranza.

Un’”astensione benevola” che rappresenta dunque un successo per Marattin e, soprattutto, per i conti pubblici del nostro Comune, quelli a consuntivo, cioé i conti che contano davvero in quanto risultato della gestione, e sui quali l’assessore al bilancio a inteso dare quantomeno la stessa enfasi riservata al bilancio preventivo, quello delle intenzioni e dei proclami.

Risultati che Marattin non ha esitato a definire “straordinari”, ma che onestamente ha specificato essere anche “illusori e temporanei” in quanto ottenuti in forza dell’ingresso di Ferrara nel cosiddetto “cratere sismico”, con conseguenti benefici. Il bilancio 2012 del Comune di Ferrara, infatti, si è chiuso con un avanzo di amministrazione pari a 3.617.693,29 euro, di cui poco più di 250.000 vincolato per ragioni tecniche. Il resto, più di 3,3 milioni di euro, è formalmente libero. Il terremoto, come ha spiegato l’assessore, ha impattato in tre modi sui conti del Comune. Il primo con effetti neutri, trattandosi di erogazioni di risorse da parte del Commissario straordinario a fronte di una loro specifica destinazione. “Il secondo e il terzo, invece – ha spiegato Marattin – determinano un effetto ottico di miglioramento dei nostri conti: l’ingresso nel cratere sismico infatti (fortemente voluto da quest’Amministrazione) ha comportato due temporanei benefici per il bilancio 2012. Il primo è la possibilità di rinviare il pagamento di alcuni mutui (senza oneri aggiuntivi), e il secondo è la non-applicazione (per il solo 2013) dei tagli della manovra nazionale cosiddetta “spending review”. Si tratta, come è ovvio, di benefici temporanei e illusori (e perdippiù derivanti da un evento tragico quale un terremoto). Tutta l’attività di presentazione di questo bilancio, compreso il materiale online che è disponibile a tutti i cittadini da un mese, tiene adeguatamente conto della transitorietà di questi benefici”.

Di fronte a tale avanzo si potevano compiere scelte scontate e diffuse in molte amministrazioni, come quella di spendere i soldi (anche in una prospettiva elettorale), con la conseguenza che “l’anno prossimo avremmo dovuto aumentare le tasse ai cittadini – come stanno facendo tutti i Comuni attualmente impegnati nei bilanci 2013 – o chiudere alcuni servizi comunali. Lo avremmo dovuto fare perché quei 3,3 milioni di avanzo libero non sono risorse strutturali, perché i mutui rinviati li dobbiamo prima o poi pagare e soprattutto perché i tagli della spending review (per il nostro ente circa 3 milioni di euro) ritornano già quest’anno”.  “Noi invece – ha dichiarato Marattin – non abbiamo avuto neanche un dubbio. Piuttosto che guadagnare qualche titolo di giornale […] preferiamo non spendere questi soldi che derivano da benefici temporanei del terremoto, e utilizzarli – assieme ad altre risorse invece strutturali che abbiamo reperito e che stiamo reperendo – per garantire alla città di Ferrara questo stesso livello di servizi senza aumenti di tasse anche una volta esaurito l’effetto-cratere”.

L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione è quindi di arrivare a fine mandato l’anno prossimo “senza aumentare anche solo di un euro la pressione fiscale comunale”.

Il processo di risanamento dei conti comunali sembra quindi aver ottenuto “risultati di portata straordinaria”, nonostante i tagli imposti dal Governo. Due gli aspetti che testimoniano la solidità delle finanze comunali. “Il primo – ha illustrato Marattin – è un risultato mai raggiunto dal bilancio del Comune di Ferrara. Per la prima volta la parte corrente di competenza è in equilibrio strutturale, anche senza i benefici economico-finanziari derivanti dal terremoto. Significa che la gestione ordinaria del Comune (le spese e le entrate ripetitive, quelle che caratterizzano l’attività quotidiana dell’ente) è in equilibrio, che il Comune spende quello che incassa, che nonostante milioni di euro di tagli (che continuano) abbiamo una macchina sana, equilibrata e ordinata”. Il secondo aspetto riguarda la gestione dei residui: “In poche e spero semplici parole: le entrate in bilancio ma non incassate, così come le spese già decise ma non ancora pagate, sono per molti Comuni un problema cruciale. Esse sostengono il bilancio, ma non sono in pratica realmente esigibili: se quei debiti e quei crediti diventassero immediatamente reali, i Comuni non avrebbero i soldi per sopravvivere. In Commissione ho mostrato invece che la gestione accorta di questi anni ha fatto sì che i residui per noi non costituiscono affatto un problema: lo testimonia anche l’ammontare ridicolo (40 mila euro) del fondo svalutazioni che la legge ci obbliga a costituire, che è parametrato all’ammontare di “crediti difficilmente esigibili” presenti nei nostri libri contabili”.

I dati presentati nella relazione di Marattin parlano anche di una riduzione del 42,66% dei costi della politica dal 2009 a oggi, della riduzione del 21% delle rate dei mutui, del 23,57% (dal 2010) della spesa in contratti di servizio, del 16,74% della spesa per il personale e del 17,31% delle spese generali.

Nel dibattito che ha fatto seguito alla relazione dell’assessore, Tavolazzi (Ppf) ha dato atto alòl’ammin isatrazione “di essere stata più accorta e attenta ai conti di quanto non avvenisse 2-3 anni fa”, sebbene, ha voluto puntualizzare, “avremmo voluto anche smobilizzi azionari quando si potevano ed era conveniente farlo”, rimarcando inoltre “l’incognita del derivato, su cui l’assessore dovrebbe rendere maggiormente edotti i consiglieri, visto che si parla di milioni di euro”.

Sostanzialmente elogiativo, ad ogni modo, l’intervento di Tavolazzi, soddisfatto certamente per il risultato ottenuto in apertura di consiglio comunale, quando la sua risoluzione sulla nuova centrale teleriscaldamento a Malborghetto è stata votata all’unanimità. La volontà espressa dal sindaco di fronte a 450 cittadini, di congelare il progetto fino ad avvenuta consultazione della popolazione, grazie all’iniziativa Ppf è così diventata una volontà e un impegno dell’intero consiglio. Meno soddisfatto Francesco Rendine (Fli) che proprio sulla centrale geotermica di Malborghetto si è visto respingere l’ordine del giorno presentato, nel quale in sistesi si chiedeva di interrompere qualsiasi dibattito e consultazione in attesa della presentazione da parte di Hera di un progetto concreto sul quale discutere. “Altrimenti continnuiamo a parlare del nulla”, ha spiegato il consigliere, ottenendo tuttavia solo 7 voti favorevoli.

Nel corso della seduta vi è stata anche la presa d’atto del risultato d’esercizio 2012 della società Afm Farmacie Comunali di Ferrara, risultato rassicurante nonostante la crisi dato che dal documento economico si evince un avanzo di 809.733  euro, dato dalla somma dell’utile di 220.069 e del canone di esercizio di 589.664 euro.La delibera è stata quindi approvata con 23 voti a favore e 11 astenuti.

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