Dalla stampa locale

Santa Maria in Vado, i tempi si allungano

La Nuova Ferrara del 3 apr 2013

Le prime foto interne della basilica ferita dal sisma. Ancora fermi i lavori e la Madonna restaurata cambierà collocazione

«Abbiamo sperato fino all’ultimo di poter riaprire Santa Maria in Vado in occasione della Pasqua ed invece siamo ancora in alto mare».
Il rammarico sul mancato ritorno della basilica alle funzioni anche se ovviamente in modo parziale, lo ha espresso ieri don Stefano Zanella responsabile della situazione degli edifici religiosi dopo il terremoto,  mentre attendeva in chiesa insieme all’assessore Rossella Zadro, l’arrivo del Coro “Fringuelli di San Martino” provenienti da Kaufbeuren, città gemellata con Ferrara, con un assegno a favore del parroco.
«C’è stato già un primo stanziamento di 40 mila euro previsto per le opere urgenti, da parte della Regione che comunque non dà per il momento liquidità – ha proseguito – necessari per mettere in sicurezza almeno la navata centrale, ma non ho alcuna data certa di quando si potrà procedere. I danni alla basilica sono ingenti perchè sono lesionate tutte le navate laterali ed il transetto, a cui si aggiunge la rovinosa ca duta della statua della Madonna con il Bambino l’unico pezzo già restaurato nel giro di quattro mesi, gratuitamente da Maurizio Camerani e dalla sua assistente Ilaria Cavallari con un contributo di 2000 euro per il materiale messo a disposizione da Italia Nostra. Miracolosamente intatta infine la cappella dove nel 1171 si verificò il miracolo dell’ostia che spruzzò sangue fino al soffitto».
La statua della Madonna alta 2 metri e 36 centimetri era in pietra arenaria bolognese e per questo cadendo dalla sommità della chiesa era andata in frantumi; il restauro perfettamente riuscito l’ha riconsegnata esattamente come era prima, ovvero senza il volto del Bambino già perduto in tempi molto precedenti il sisma, al parroco don Ones Phorj ed al sacerdote Leonida entrambi originari dalla Tanzania; sarà però collocata dentro la basilica.
«Un altro importante problema riguarda il chiostro – conclude don Zanella – dichiarato inagibile dai vigili del fuoco per le crepe che presenta specie sulle pareti che confinano con la chiesa, perchè in questo modo sono compromesse tutte le attività che avevano il passaggio dal porticato comprese quelle della Contrada del Palio. Fortunatamente la sacrestia è aperta così come la palazzina moderna dove risiedono i sacerdoti».
[Margherita Goberti]
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