Post della redazione

Conoscere le nostre case per viverci più sicuri

di Marco Stefani, docente di Geologia, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara

I geologi e gli storici lo sapevano molto bene, Ferrara e la Pianura Emiliana sono regioni ad elevato rischio sismico. La maggior parte delle persone non lo sapeva o, qualche volta, faceva finta di non saperlo. Il risveglio della notte del 20 maggio 2012 ci ricorda che non possiamo più fare finta di niente.La nostra regione è sismica e a Ferrara dobbiamo aspettarci, prima o poi, un terremoto intenso almeno come quello che ha colpito la Bassa Modenese. Non dobbiamo essere spaventati più del dovuto, ma non dobbiamo neanche fare finta di niente. Prima o poi, noi o i nostri figli, sentiremo delle scosse parecchio più forti di quelle percepite lo scorso maggio, a Ferrara.

foto stefani1Noi passiamo la maggior parte della nostra vita in casa, da svegli o dormendo. Le nostra mura domestiche sono quindi il posto più probabile in cui il terremoto ci possa cogliere. Eppure, stranamente, diamo la nostra casa per una cosa scontata. Quasi tutti, quando comprano un’automobile, sanno tutto sulla sua cilindrata, caratteristiche tecniche, prestazioni, ma, paradossalmente, molti di noi non sanno dire cosa vi sia dietro l’intonaco di casa, spesso non sappiamo neppure se casa nostra è fatta di mattoni o di cemento armato, figurarsi se sappiamo quando è nata e attraverso quale vicende è passata. Se abitiamo nel centro di Ferrara, è molto probabile che il fatto che il muro del nostro soggiorno stia proprio li, un po’ curvo, o che la cucina faccia quello strano angolo che ha fatto impazzire chi ci ha montato i mobili dipenda da come, oltre mille anni fa, dei poveri contadini e barcaioli hanno piantato i pali della loro casetta in legno e paglia.

Il tessuto vivente della nostra città è fatto dalle cellule delle nostre case che registrano fedelmente una lunga storia, passata da capanne di legno sulle sponde del grande Po, alle case torri del medioevo, ai palazzi dei cortigiani degli estensi, fino ai miniappartamenti di oggi, in cui viviamo, spesso in famiglie sempre più piccole e che passano più tempo in rete o davanti alla tivù che a parlare con i vicini.

Per capire le nostre case occorre quindi capire la lunga, intricata, ma affascinante storia della nostra città. Nello stesso modo, per capire su cosa poggiano le nostre case occorre capire la storia, molto più lunga, di fiumi e pianure, paludi e boschi, in cui si sono deposte le sabbie, i limi, il fango su cui è cresciuta Ferrara. Il comportamento di questi sedimenti è molto importante per capire come si comporterà la nostra casa durante un terremoto. Case sul fango o sulla sabbia possono infatti subire effetti molto diversi durante la stessa scossa, basti pensare a cosa è successo il 20 maggio scorso alle sabbie liquefatte, nelle case di San Agostino e San Carlo. Per capire gli effetti e ridurre il pericolo dei terremoti occorre quindi anche studiare le strutture geologiche, profonde e superficiali, sotto i nostri piedi. foto stefani2Per questo occorre uno sforzo di ricerca, coordinato dall’università e dalle pubbliche amministrazioni. Ma anche le famiglie e le persone possono fare parecchie cose, piccole e grandi, per ridurre in modo importante i pericoli legati al terremoto. Sono, ad esempio, comportamenti da tenere durante il terremoto, come mettersi nei vani delle porte dei muri portanti e non uscire assolutamente dagli immobili durante le scosse: la maggior parte dei feriti e dei morti sono infatti legati al crollo di comignoli, cornicioni, lampioni, ecc. e non al collasso totale dell’edificio. Nelle nostre case si possono fare piccoli interventi di buon senso, come non mettere in altro oggetti pesanti che cadendo possano provocare danni, fissare bene alle pareti quadri e mobili, svuotare i sottotetti dagli oggetti pesanti. Prima di fare interventi più importanti alla casa, occorre capite che gli edifici in cui abitiamo hanno una storia, spesso assai lunga e complessa, specialmente nel centro storico. Occorre quindi ben studiare l’edificio per capire quali siano gli interventi, spesso relativamente semplici ed economici, che si possono fare per ridurre il rischio, come ad esempio collegare le strutture del tetto ai muri o mettere qualche tirante. Ma è molto importante che questi interventi siano in armonia con la struttura dell’edificio; bisogna quindi prima studiarlo, anche perché speso capita che più si capisce la struttura, più si riduce il costo e l’invasività dell’intervento. Durante le scosse del 2012, le case antiche ben fatte e in buono stato di conservazione hanno riportato danni relativamente modesti, anche nelle zone epicentrali, come Mirandola.

Molto spesso, crolli e gravi lesioni sono legati a tre fattori :

1) le travi di legno dei tetti marcite da prolungate infiltrazioni d’acqua, se non addirittura tagliate per fare sottotetti abitabili;

2) la diffusa demolizione di muri e svuotamento dei piani terra, per l’apertura di negozi e garages;

3) i pluviali delle grondaie e gli scarichi dei bagni che si disperdono più o meno liberamente sotto le fondazioni, a causa di un cattivo od inesistente collegamento alla rete fognaria.

Questi fattori sono molto più diffusi anche a Ferrara di quanto comunemente si pensi. Se si prendesse semplicemente cura di non fare piovere dal tetto e di non far disperdere gli scarichi si ridurrebbe in un modo sorprendente il pericolo. Ma gli appartamenti non sono celle isolate, sono, cellule del tessuto urbano vivente, per cui molti problemi andrebbero affrontati alla scala degli isolati e delle strade. Occorrerebbe quindi anche ritornare a parlare fra noi di problemi necessariamente comuni, nell’interesse di tutti. Certamente, per rendere più sicura la nostra casa ci vuole un po’ di denaro e di fatica, ma è un investimento con un rendimento molto più sicuro di quelli bancari e più utile di un nuovo idromassaggio in bagno. Soprattutto, ci vuole un po’ più di attenzione per le nostre case, il prezioso spazio di vita per tutti noi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...